Stretching e diminuzione del rischio di infortuni

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Il nostro fisioterapista Alessandro Iorio ci parla di stretching e diminuzione del rischio di infortuni:

‍♂️ Domanda: Perchè la professione del fisioterapista è costellata di luoghi comuni e credenze errate?

‍♂️ Fisioterapista 1: Grazie che ti fai male alla schiena, non ti riesci a toccare nemmeno le punte dei piedi.

‍♂️ Fisioterapista 2: Scusa ma non fai stretching? Guarda che così rischi di farti male.

‍♂️ Fisioterapista 3: Hai fatto stretching? Ecco perché ti sei fatto male.

‍♀️Io: Ancora fai 30′ di stretching? Strano ero convinto che lo stretching fosse estinto dal 2004, prova ad usare il bilanciere.

1)”Lo stretching è stato associato a un deficit temporaneo della forza (fino a 1 ora) e all’aumento della pressione arteriosa.
Recenti studi sullo stretching passivo mostrano significativi effetti avversi sulle prestazioni del salto e sulla flessione plantare.
Una maggiore flessibilità riduce della corsa e le massime prestazioni, ma questi risultati non sono coerenti e ci sono prove che una maggiore flessibilità migliora le prestazioni…

…In conclusione, non ci sono prove sufficienti per approvare o disapprovare lo stretching di routine pre o post allenamento come mezzo per prevenire lesioni tra gli atleti agonisti o ricreativi.
Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare il ruolo corretto dello stretching negli sport, soprattutto in quanto vi è un numero crescente di atleti e un crescente riconoscimento del fatto che tutte le persone hanno bisogno di aumentare la loro attività fisica per migliorare la loro salute e qualità della vita.”

2) In conclusione lo stretching è una delle attività più proposte da coach e preparatori. Nonostante questo in letteratura esistono dati CONFLITTUALI riguardo l’associazione tra flessibilità e diminuzione del rischio di infortunio.

L’idea che lo stretching possa agire come prevenzione nasce da credenze errate e ricerche con risultati conflittuali.
In alcuni casi, come le attività di accumulo/rilascio energia possono beneficiare di questa attività, mentre in sport in cui non sono richieste capacità esplosive lo stretching risulta inutile nella prevenzione.

L’infortunio è un evento multifattoriale e risulta impossible isolare ed esaminare lo stretching escludendolo dagli altri fattori.”

3) “Questi risultati suggeriscono che lo stretching statico è sufficiente per produrre riduzioni significative della forza eccentrica dei muscoli flessori del ginocchio e delle prestazioni funzionali.
Sulla base dei risultati di questo studio, occorre prestare attenzione quando si prescrive l’allenamento di stretching statico in isolamento quando lo scopo è quello di migliorare le prestazioni e, indirettamente, prevenire lesioni da stiramento degli hamstrings a causa dei suoi possibili effetti negativi sulle prestazioni di salto e sulla forza”.

4) “Una sessione di stretching può compromettere la forza muscolare, ma gli effetti sulle prestazioni sportive sono meno evidenti e gli effetti dello stretching combinato con altri esercizi di riscaldamento meritano ulteriori studi.

Lo studio ha dimostrato che lo stretching non riduce il rischio di subire infortuni da sovraccarico ma riduce il rischio di subire infortuni acuti muscolari.”

Roberto Ricupito
Bibliografia
1) Thacker, Stephen B., et al. “The impact of stretching on sports injury risk: a systematic review of the literature.” Medicine & Science in Sports & Exercise 36.3 (2004): 371-378.

2) Witvrouw, Erik, et al. “Stretching and injury prevention.” Sports medicine 34.7 (2004): 443-449.

3) Barbosa GM, Trajano GS, Dantas GAF, Silva BR, Vieira WHB. Chronic Effects of Static and Dynamic Stretching on Hamstrings Eccentric Strength and Functional Performance: A Randomized Controlled Trial. Journal of Strength and Conditioning Research. 2019 Feb

4) McHugh, Malachy P., and C. H. Cosgrave. “To stretch or not to stretch: the role of stretching in injury prevention and performance.” Scandinavian journal of medicine & science in sports 20.2 (2010): 169-181.2) Witvrouw, Erik, et al. “Stretching and injury prevention.” Sports medicine 34.7 (2004): 443-449.

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